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    Rete di riferimento
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    1. Origine e senso del progetto I panni sporchi si lavano in pubblico #panninostri

    Nasce da una proposta di Luca Battaglia presidente di Cambiamenti APS, per il 25 novembre 2023 nell’evento Pescarese di 365 giorni no alla violenza. Le strade di Pescara erano bagnate, ma le voci no: sotto gli ombrelli (pochi), uomini e donne hanno deciso di mettersi in cammino, insieme, per dire che la violenza non può più essere nascosta… purtroppo la narrazione è interrotta da uno scosciante diluvio e i pochi intervenuti si rifugiano sotto i portici all’ombra dell’elefantino di Pescara.

    Quel giorno — Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne — non è stato solo un momento di denuncia, ma il seme di un’idea nuova:
    lavare i panni sporchi in pubblico, sarebbe stato un momento nuovo, autentico, trasparente ed innovativo. Un momento dedicato a tutti gli uomini e la le donne libere di esprimere e smarcarsi da una mentalità millenaria e restituendo alla collettività ciò che per troppo tempo è rimasto confinato tra le mura di casa, nel silenzio e nella vergogna e spesso nell’omertà e nella violenza.

    Da quell’immagine — i panni bagnati, stesi al vento, come segni di consapevolezza — è nato un percorso: un invito agli uomini a esporsi, a riconoscere le proprie responsabilità e a farsi parte del cambiamento.

    Un gesto semplice, ma rivoluzionario: portare in piazza ciò che la cultura patriarcale ci ha insegnato a nascondere.
    E trasformare la vergogna in presa di coscienza, il silenzio in parola, la solitudine in comunità.

    2. L’amicizia e l’incontro: il ponte tra Pescara e Catania e la data del 6 Giugno

    Come spesso accade nelle storie che contano, tutto nasce da un incontro.
    Dal dialogo sincero, dalla curiosità reciproca, dalla consapevolezza che i cambiamenti reali non si costruiscono da soli.

    È così che si rafforza l’amicizia con Antonello Arculeo, responsabile del CUAV di Catania: un incontro umano e professionale che ha saputo unire esperienze diverse ma mosse dallo stesso desiderio — portare il cambiamento fuori dalle stanze dei centri e dentro la vita delle persone.

    Da questo legame prende forma una rete: il CUAV di Pescara, l’Associazione Cambiamenti APS e il CUAV Il primo passo di Catania e Siracusa, il Centro Famiglie di Catania si ritrovano a condividere un sogno comune, trasformato in progetto concreto.
    Una data, scelta non a caso: il 6 giugno, giorno in cui uomini e donne scendono insieme in piazza per dire che la violenza non è un fatto privato, ma una questione pubblica, culturale, collettiva.

    Quel 6 giugno nasce così — non come un evento isolato, ma come un gesto condiviso, costruito sull’amicizia, sulla fiducia e sulla convinzione che la responsabilità maschile debba farsi visibile, tangibile, quotidiana.

    Un ponte tra città, tra persone e tra visioni: da Pescara a Catania, un cammino che unisce Sud e Centro Italia in un linguaggio comune di rispetto, consapevolezza e speranza.

    3. La proposta a Maschile Plurale: una rete di uomini che scelgono di mettersi in discussione

    Dal dialogo tra Pescara e Catania nasce una nuova intuizione: coinvolgere Maschile Plurale, la rete nazionale che da anni promuove riflessione e pratiche di cambiamento sulle relazioni tra uomini, potere e violenza.

    Antonello e Luca — entrambi creatori e responsabili delle comunità Maschile Plurale di Catania e Pescara — decidono di portare questa esperienza ai soci.
    Non come semplice adesione formale, ma come invito a tutta la rete nazionale e ai gruppi di autocoscienza maschile sparsi in tutta Italia a partecipare, a mettersi in gioco, a rendere pubblica la propria riflessione.

    L’idea è chiara: non basta parlare di violenza, bisogna parlarne da uomini, tra uomini, e davanti alla società.
    Il flash mob diventa così un gesto collettivo che unisce esperienze, accenti e territori diversi, ma che parla una lingua comune: quella della responsabilità e della consapevolezza.

    Attraverso Maschile Plurale, il progetto si apre a una dimensione nazionale, creando un ponte tra i CUAV e i gruppi di autocoscienza, tra chi lavora professionalmente nel campo del cambiamento maschile e chi lo vive come percorso personale e politico.

    In questo intreccio di relazioni e visioni nasce un movimento: un movimento di uomini che scelgono di esporsi, di uscire dal silenzio e di mettere in discussione la cultura del dominio per costruire modelli nuovi di libertà e parità.

    4. Il primo evento: il 6 giugno, da Catania a Pescara

    Il 6 giugno 2024 segna un momento simbolico e concreto insieme: il primo flash mob “I Panni Sporchi si lavano in pubblico” prende vita contemporaneamente a Catania e Pescara.
    Due città lontane, unite dallo stesso respiro. Due piazze, due comunità, un solo messaggio: di violenza si deve parlare, e farlo in pubblico è già un atto di cambiamento.

    In entrambe le città, uomini e donne camminano in silenzio tra le vie del centro, portando con sé panni stesi con frasi che ribaltano la cultura della violenza e del dominio:

    “Stai zitta” → “Ti ascolto”
    “È casa mia, comando io” → “È casa nostra, decidiamo insieme”
    “È colpa tua” → “È responsabilità mia”

    Ogni panno racconta una trasformazione, un passaggio interiore, un atto di consapevolezza.
    Non sono solo tessuti, ma parole lavate, asciugate, restituite alla luce del sole.

    Il gesto è semplice e potente: rendere visibile ciò che di solito resta nascosto, portare nel cuore delle città il tema della violenza maschile contro le donne, rompendo la complicità del silenzio.

    A Pescara, il gruppo guidato da Cambiamenti APS e dal CUAV Cambiamenti Pescara, insieme a operatori, cittadini e associazioni, attraversa le vie con passo lento e consapevole, appendendo i panni in uno spazio simbolico di condivisione.
    A Catania, sotto la guida del Centro Famiglie e del CUAV Primo Passo di Catania e Siracusa, la scena si ripete: uomini che scelgono di farsi carico del cambiamento, non come spettatori ma come protagonisti.

    Quella giornata segna l’inizio di qualcosa che va oltre il gesto: un movimento culturale che unisce territori, storie e responsabilità.
    Il 6 giugno diventa così il giorno in cui gli uomini si espongono, letteralmente, “stendendo” la propria consapevolezza e la propria voglia di cambiare.

     

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    Pescara

    Catania

    Nel 2025, durante un incontro residenziale della rete RELIVE – Relazioni Libere dalle Violenze a Treviso, nasce un’idea destinata a segnare un nuovo passo nel percorso di I Panni Sporchi si lavano in pubblico.
    Tra una chiacchierata e un confronto intenso con Alessandra Pauncz, emerge una consapevolezza semplice ma decisiva: le due grandi realtà italiane impegnate sul cambiamento maschile — RELIVE e Maschile Plurale — parlano la stessa lingua.

    Da un lato, RELIVE raccoglie i CUAV e le realtà che lavorano direttamente con uomini autori di violenza, promuovendo percorsi di responsabilità e riflessione. Dall’altro, Maschile Plurale riunisce gruppi di autocoscienza maschile e attivisti del cambiamento culturale, impegnati a ripensare i modelli di potere e di relazione.

    Due strade diverse, ma che conducono allo stesso orizzonte: una società capace di educare alla parità, al rispetto e alla corresponsabilità. Da quel confronto nasce la proposta — e la visione — di unire le due reti, non solo nella condivisione dei contenuti, ma nella costruzione di una ricaduta sociale concreta: un’educazione alla parità di genere promossa da tutte le realtà insieme, dai centri di ascolto agli attivisti, dalle scuole alle istituzioni.

    In questo spirito, I Panni Sporchi si lavano in pubblico si conferma non solo un evento o una campagna, ma uno spazio di incontro tra pratiche, esperienze e comunità.
    Un luogo simbolico dove le reti si intrecciano e i linguaggi si contaminano, generando una forza collettiva capace di cambiare il modo in cui la società guarda agli uomini, alla violenza e alle relazioni di genere.

    * Dal 20 maggio 2026 Relive non partecipa più ai panni sporchi con comunicazione ufficiale con la seguente comunicazione: 

    “vi chiediamo formalmente di rimuovere il logo di RELIVE dalla campagna “Panni Sporchi” e da ogni altro materiale di comunicazione, online e offline, riconducibile alla vostra associazione, attualmente in circolazione o in preparazione.”

    6. 6 giugno 2025 – La storia continua

    Un anno dopo, il 6 giugno 2025, I Panni Sporchi si lavano in pubblico torna nelle piazze.
    Non più solo a Catania e Pescara, ma in nuovi luoghi, con nuove voci, nuove energie.
    La rete si sta formando, si riconosce, si rafforza.

    Il progetto cresce come un filo che cuce insieme esperienze e territori: Pisa si unisce per la prima volta, portando la propria prospettiva e la propria forza; Siracusa si prepara per settembre; Genova per ottobre. E novembre è già in cantiere, perché la spinta del cambiamento non si ferma più. Si arricchisce di un momento di condivisione e strumenti informatici per creare identità e raccolta di informazioni.

    Non è più solo un flash mob, ma un movimento collettivo: uomini, donne, professionisti, attivisti, operatori sociali e culturali che condividono la stessa visione.
    Il 6 giugno diventa così una data riconosciuta, un nuovo appuntamento del calendario civile, dedicato alla responsabilità maschile nel contrasto alla violenza di genere.

    Con la crescita arrivano anche nuove sfide: è tempo di creare contenuti condivisi, definire strategie comuni, e regolamentare alcuni aspetti per rendere la rete stabile e riconoscibile.
    Ma soprattutto, è tempo di includere — includere i movimenti locali, le realtà emergenti, le scuole, le università, le istituzioni, perché il cambiamento si costruisce solo insieme.

    La storia continua, e ogni città che si aggiunge porta con sé un pezzo di quella rivoluzione silenziosa iniziata in una giornata di pioggia a Pescara.

    Due anni dopo, il messaggio è più chiaro che mai:
    lavare i panni sporchi in pubblico non è solo un gesto, è un impegno collettivo.

    Motivazioni della Scelta del 6 Giugno

    Creare Continuità e Non Solo un Evento Isolato

    • Il 25 novembre è un momento fondamentale di denuncia e mobilitazione globale sulla violenza contro le donne, ma spesso le iniziative si concentrano solo in quel periodo.
    • Il 6 giugno permette di mantenere viva l’attenzione sul tema anche in un altro periodo dell’anno, evitando che il discorso si esaurisca in un’unica giornata di sensibilizzazione.

    Un Focus Specifico sugli Uomini e sulla Loro Responsabilità

    • Mentre il 25 novembre è principalmente un giorno di memoria, denuncia e sostegno alle vittime, il 6 giugno può essere dedicato in modo particolare al ruolo degli uomini nel cambiamento.
    • Il flash mob vuole enfatizzare la presa di coscienza maschile e la responsabilità attiva nel contrastare la violenza, ribaltando gli stereotipi e i modelli culturali tossici.

    Coincidenza con la Fine dell’Anno Scolastico e Universitario

    • La scelta di giugno permette di coinvolgere studenti e studentesse prima della pausa estiva, portando il tema della parità e del rispetto nelle scuole e nelle università con iniziative preparatorie.
    • Può essere anche un momento utile per raccogliere impegni concreti da parte delle istituzioni scolastiche e accademiche per il successivo anno scolastico.

    Clima e Spazi Pubblici

    • Giugno è un periodo in cui è più facile organizzare eventi all’aperto, con maggiore partecipazione da parte della cittadinanza rispetto a novembre, quando il clima potrebbe ostacolare iniziative di piazza.
    • Questo aiuta a rendere visibile e impattante il messaggio, sfruttando spazi urbani più affollati.

    Simbolo di Rinnovamento e Trasformazione

    • Giugno è un mese associato alla chiusura di cicli e all’inizio di nuove fasi (fine dell’anno scolastico, arrivo dell’estate).
    • Questa data può rappresentare un momento di riflessione e ripartenza rispetto ai modelli di mascolinità e alla consapevolezza degli uomini sulla violenza di genere.

    Complementarità Strategica: Due Momenti per Unire Denuncia e Cambiamento

    • Il 25 novembre resta il momento chiave per la denuncia e la sensibilizzazione globale, spesso con una forte attenzione alle vittime e alla necessità di protezione e giustizia.
    • Il 6 giugno può diventare un momento complementare in cui si lavora sulle soluzioni e sulla trasformazione culturale, coinvolgendo direttamente gli uomini in un percorso attivo di cambiamento.
    • Questo crea un doppio appuntamento annuale: uno per sottolineare il problema, l’altro per promuovere il cambiamento concreto.
    • Diluizione e poca incisività dell’iniziativa nel panorama del 25 novembre
    • Aumentare la visibilità temporale dei contenuti a contrasto della violenza di genere in tutto l’anno solare

    Se il 25 novembre è il giorno in cui si denunciano le violenze e si dà voce alle vittime, il 6 giugno è il giorno in cui gli uomini si prendono la responsabilità di cambiare e di farsi carico del problema. Non solo solidarietà, ma azione concreta per smantellare la cultura che alimenta la violenza di genere.

    Questa differenziazione aiuta a dare più forza al messaggio e a rendere il 6 giugno un appuntamento riconoscibile e significativo nel panorama delle iniziative contro la violenza di genere.

    Partecipa con noi!

    Il modulo seguente è per coloro che intendono contattarci e partecipare all’attività I PANNI SPORCHI SI LAVANO IN PUBBLICO.

    Scrivici da qui per chiedere informazioni e partecipare attivamente alla creazione di un evento nella propria città

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