Mentre per i reati commessi dagli uomini sulle donne sono ampiamente in discussione: leggi nazionali e internazionali (vedi premessa generale) sono attive e ben sviluppate e ancor oggi oggetto di ampliamenti e miglioramenti. È un esempio della risposta alle normative la costituzione e i finanziamenti per l’apertura dei CUAV (Centro uomini autori di violenza, ex-CAM) la legge sul codice rosso produce una fattispecie degna di attenzione e che trova una scarsa risposta nell’offerta (obbligatoria nell’articolo 6 del provvedimento) per i soggetti di genere donna ree di violenza agita.
Esperienze pregresse (CUAV ex CAM)
In considerazione di ciò e vista l’esperienza di oltre 5 anni come supporto agli uomini autori di violenza, dei sex offender, nella esperienza di divulgazione della parità di genere e di tutti gli operatori formati specificatamente dal CAM di Ferrara (uno dei primi in Italia) i quali sono tuttora responsabili e operatori del CUAV Itinere di Pescara, proponiamo un percorso per le donne con le stesse modalità operative ed un intervento psico socio educativo della durata minima di un anno e almeno 30 incontri (60 ore) a distanza di una settimana esclusivamente dedicato al genere: donna.
Obiettivi/Mission
L’obiettivo del lavoro con le donne maltrattanti è quello di eliminare la violenza attraverso la promozione di programmi di cambiamento rivolti alle autrici di reato, il miglioramento della sicurezza delle vittime della violenza e l’impegno nel promuovere il cambiamento sociale. È fondamentale eliminare dal contesto culturale la violenza ed ogni altro tipo di abuso che avvengono all’interno delle relazioni affettive. Per ottenere tali obiettivi, riteniamo che sia fondamentale, nell’impostare un lavoro con gli offenders, lavorare in stretta sinergia con le reti, le istituzioni e gli operatori nel contrasto della violenza di genere.
Principi fondanti il lavoro con i maltrattanti
Il maltrattamento all’interno di una relazione affettiva è una modalità sistematica e ripetuta di violenza fisica, sessuale, economica, emotiva e/o psicologica utilizzata principalmente dagli uomini sulle donne. Tuttavia anche le donne, in maniera minore e dalle conseguenze meno impattanti in termini di efferatezza, sono sottoposte agli stessi provvedimenti. I maltrattanti sono responsabili dei propri comportamenti violenti. Ogni forma di abuso è intollerabile e talvolta illegale. La comunità ha la responsabilità di punire i comportamenti violenti applicando la legge e assicurando giustizia alle vittime e conseguenze ai maltrattanti per i reati commessi. Il maltrattamento è diffuso fra tutti i gruppi sociali indipendentemente dall’origine economica, etnica, culturale, dai livelli di istruzione o qualifica professionale e di orientamento sessuale. Il maltrattamento causa paura e può risultare in un danno psicologico profondo o danni fisici. Ha effetti negativi a lungo termine di tipo psicologico, emozionale e fisico oltre che economico su tutti i membri della famiglia ed un effetto dannoso su tutta la comunità.
I bambini cresciuti in famiglie violente hanno un rischio più alto di problemi comportamentali, incluso il suicidio, l’abuso di sostanze, il bullismo e altre attività criminali. I bambini e ragazzi che assistono a violenza ricorreranno maggiormente all’uso della violenza con le proprie future compagne/compagni.
Allo stesso modo bambini allevati in famiglie violente rischiano di commettere, da adulti, violenza a loro volta sui propri figli/e. La violenza tende ad aggravarsi con il tempo, aumentando in frequenza e gravità. In particolare aumenta la pericolosità se il maltrattante percepisce che la propria vittima potrebbe lasciarlo.
Il maltrattamento contribuisce alla violenza sociale presente attualmente, che vede la forza fisica come modo legittimo di esercitare potere e lo considera un comportamento accettabile.
Responsabilità dei programmi di intervento sui maltrattanti
I programmi di cambiamento per maltrattanti rappresentano un anello di un insieme di interventi differenziati e multidisciplinari che devono far parte di una risposta sociale complessiva per terminare le violenze di genere.
I programmi di cambiamento per maltrattanti devono essere impegnati rispetto alla sicurezza delle vittime e i/le bambini/e vittime di violenza. Sia i materiali utilizzati per i gruppi che gli operatori dovranno astenersi sempre da comportamenti volti a colpevolizzare le vittime e saranno inoltre strutturati in modo tale da non mettere in pericolo le vittime ed i bambini vittime di violenza.
È fondamentale che i programmi di cambiamento per maltrattanti siano attivati là dove esistono già strutture di accoglienza per le vittime di violenza. La presa in carico dei maltrattanti non deve essere visto come una alternativa alle procedure giudiziarie nei casi di reati. I maltrattanti sono una categoria particolare di persone che possono aver commesso crimini violenti e richiedono un trattamento specifico. I programmi di cambiamento per maltrattanti devono impegnarsi a terminare la violenza e l’abuso e sul cambiamento della persona che maltratta. I programmi in gruppo per maltrattanti sono più efficaci come tipologia di intervento perché:
- i gruppi forniscono maggior materiale per mettere in discussione le credenze e riportare alle responsabilità personali rispetto al lavoro individuale
- sono più efficaci nel diminuire l’isolamento sociale del maltrattante e la sua dipendenza dalla compagna
- sono meno dispendiosi in termini costo/efficacia.




