Maschile Plurale Pescara è nato a dicembre 2022 dalla lettura del libro dello gram “mascolinità smascherata” e dalla riflessione di voler costruire un momento di incontro sulla base degli spunti condivisi.
Abbiamo iniziato in sei nell’anno successivo con la proposta di vederci a cadenza mensile. Il nostro percorso nasce dall’esigenza di trovare un luogo e un momento di incontro per esprimere parti di noi, pensieri e argomenti da parte di noi uomini che non trovano spesso accoglimento nel pensiero comune.
Ci siamo dati l’opportunità di poter essere liberi di fare riflessioni, da uomo a uomo, su temi che abitualmente nella società sono controcorrente o “non coi come la mascolinità tossica, privilegi di genere, la rabbia espressa, la prevaricazione e le violenze agite ma anche subite”.
Esplicitare partendo da noi sui nostri pensieri sulla nostra identità di ruolo e sulla nostra identità di genere, la sessualità in un modo che fosse più funzionale al nostro modo di essere e dei sentimenti. l’esigenza primaria è proprio quella di potersi confrontare tra uomini in maniera plurale e riflessiva votata più al mondo del sentire che a quello del pensiero logico razionale.
Il progetto soka Gakkai ha scelto Plurale Maschile (nazionale) per una divulgazione delle realtà sul territorio nazionale di questi gruppi di autocoscienza. La nostra partecipazione è raccontata nelle seguenti righe:
Abbiamo iniziato il nostro percorso dall’esigenza di trovare un luogo e un momento di incontro per esprimere parti di noi, pensieri e argomenti da parte degli uomini che non trovano spesso accoglimento nella società e nelle relazioni. In particolar modo abbiamo trovato un momento di incontro sulle tematiche della differenza di genere e del patriarcato secolare.
Non abbiamo particolari riferimenti di momenti aggregativi a parte l’esperienza della maggioranza dei promotori di lavoro al CUAV di Pescara. Abbiamo voluto creare un momento nuovo e originale di cui avevamo una esigenza non manifestata non esplicita che è stata proprio quella di un incontro tra uomini che potessero parlare liberamente della propria emozionalità del proprio modo di esprimersi, del poter essere liberi di fare riflessioni da uomo a uomo su temi che abitualmente nella società sono controcorrente o “non consentiti” dal pensiero comune.
Ad esempio parlare di temi come la mascolinità tossica, privilegi di genere , la rabbia espressa, la prevaricazione e le violenze agite ma anche subite.
Esplicitare partendo da noi sui nostri pensieri sulla nostra identità di ruolo e sulla nostra identità di genere, la sessualità in un modo che fosse più funzionale al nostro modo di essere e dei sentimenti. l’esigenza primaria è proprio quella di potersi confrontare tra uomini in maniera plurale e riflessiva votata più al mondo del sentire che a quello del pensiero logico razionale.
Abbiamo iniziato i nostri incontri circa un anno fa confrontandoci con persone che avevano già avuto modo di creare gruppi al maschile con un chiaro riferimento a maschile plurale e all’esperienza dello gnam di Milano e del libro prodotto dal gruppo stesso. Da subito questo momento di aggregazione ha sortito i primi frutti trovandoci in una condizione di poter esprimere il nostro sentire in piena libertà ed è stato un moto quasi rivoluzionario.
Dal primo momento in cui ci siamo incontrati un gruppo di sei uomini il gruppo si è allargato ad altri ed oggi consta di otto componenti, nessuno del gruppo ha abbandonato anzi i momenti di incontro sono aumentati. Ci incontriamo una volta al mese di giovedì la sera per due o tre ore ma la frequentazione del gruppo o a piccoli sottogruppi spontanei (amicali) continua anche durante il mese e discutiamo attivamente tramite una chat comune
Ci incontriamo per un minimo di 2 ore il giorno l’ultimo giovedì del mese anche se la frequentazione tra di noi sta piano piano aumentando. le tematiche sono quelle che abbiamo scoperto nel libro dello gnam di Milano e piano piano allarghiamo la discussione sotto altri ambiti e profili scoprendo cose sempre nuove. Facciamo riferimento anche alle nostre esperienze di vita professionali e non, cercando di esplorare il più possibile tutti gli aspetti di ciò che riteniamo utile in riferimento all’essere uomo e a che cosa significhi oggi per noi. poter aderire maggiormente alle nostre attitudini al nostro star bene alle nostre relazioni in una maniera autentica e profonda
Il nostro modo di stare insieme è basato soprattutto sulla libera iniziativa personale partendo da sé e a ciò che proviamo in merito a quella tematica non c’è un canovaccio da seguire ma prendiamo spunto dall’esperienza nel mese trascorso provando ad aprire un tema. La tematica piano piano viene ampliato dalla conoscenza e dall’esperienza degli altri per un rispecchiamento delle nostre idee e anche una modalità (nuova e difficile?) di poter avere un confronto.
I temi più gettonati all’interno del nostro gruppo e quelli che richiedono o vogliamo maggiormente esprimere sono tutti riferiti alla mascolinità allargando questo discorso alla nostra sfera sessuale e relazionale in modo di rapportarci e confrontarci soprattutto con le donne all’interiorizzazione di alcuni significati che vengono da lontano sull’identità di genere il patriarcato secolare.
il modo di intendere il mondo che ci circonda. Nell’ultimo periodo un tema che ci sta molto coinvolgendo e sulla sfera della sessualità indipendentemente dal nostro orientamento sessuale.
Siamo orientati ad una discussione e ed una disamina di noi stessi proponendo una sorta di percorso di autocoscienza senza guide e senza promotori dove la parità è esplicita tra tutti i componenti del gruppo portando avanti la libera espressione di sé. Abbiamo delle regole non scritte: ascolto attivo, assenza di giudizio, parlare in prima persona, non parlare di ciò che penso ma ciò che sento.
9. Il gruppo è particolarmente attivo e interagisce. quando un esperienza viene condivisa arricchisce sicuramente tutti gli altri e il modo di pensare su delle questioni vengono piano piano contaminate dall’esperienza degli altri i temi del patriarcato sono molto frequenti e alcuni di noi manifestano aver avuto la possibilità di esplorare un modo di pensare diverso molto più genuino e molto più paritario soprattutto nei confronti delle donne
I temi maggiormente discussi sono in ambito relazionale e di un pensiero che viene molto da lontano. Le relazioni sono strettamente incentrate su il/la partner e come ci relazioniamo con l’altro/ l’altra.
I nostri punti di vista vengono esplicitati in una maniera libera e non condizionata e forse proprio per questo che andando avanti sentiamo maggiormente la libertà di esprimere il nostro sentire ma anche quello di saper accogliere il pensiero, il dolore, la nostra fragilità e la frustrazione. le esigenze dell’altro sono spunto per un dialogo interiore e i motivi per cui questo gruppo sta funzionando è principalmente quello di aver trovato un luogo in cui potersi aprire senza giudizio o pregiudizio. man mano che la fiducia aumenta tra i componenti del gruppo siamo sempre più volti a toccare temi e corde più sensibili della nostra intimità. Forse ciò che ci spinge maggiormente al dialogo è l’esigenza di non aver avuto, fino ad oggi, pluralizzare e denormalizzate il “normale” o come intendere le relazioni. Tutto ci stava un po’ stretto e non riuscivamo a trovare altri uomini che avessero l’esigenza comune di potersi confrontare senza paura. Poter esprimere all’interno di un gruppo di uomini la nostra diversità le nostre attitudini non conformi ad un modello prestabilito della società.
Il nostro gruppo sembra abbastanza orientato a non vivere la conflittualità. Ci sono momenti in cui le idee possono essere discordanti ma non mettiamo mai in dubbio la qualità della persona. Noi abbiamo deciso di poter discutere delle idee ma di non giudicare mai il sentire o la persona per quello che dice o fa.
Attriti particolari all’interno del gruppo non si sono manifestati anche perché imparare a utilizzare dei lati del maschile troppo forti o ingombranti nel nostro modo di agire o di pensare è proprio una finalità.
Vogliamo insieme crescere nella non conflittualità e anche se questa sopraggiunge o avviene abbiamo la capacità di saper gestire e utilizzare quel segnale e portare una disamina o una riflessione




